Impariamo a nutrire anche l’anima

In questi giorni, ho pensato spesso al ruolo importante che il nostro io interiore gioca anche tra le dinamiche legate al cibo. Molto spesso, pur senza rendercene conto, un’abbuffata è infatti figlia di un malessere interiore del quale non si comprende o non si vuole approfondire l’origine.
Così, ecco che in preda alla frustrazione ci si rifugia sul cibo, sperando così di colmare il senso di vuoto che ci attanaglia.
Chi mi segue, ricorderà bene il post sulle abbuffate (nel caso si trova qui) e sul perchè una vita di privazioni alimentari può spingerci in quel limbo apparentemente senza uscita.
Analizzata quella parte, credo sia utile soffermarsi anche su un altro aspetto non meno importante e di cui troppo spesso, sopratutto quando ci concentriamo troppo su bilance e calorie, ci dimentichiamo: il nutrimento dell’anima.

Ormai è risaputo che corpo ed anima sono un tuttuno e che come tali, dovrebbero proseguire sempre di pari passo.
Così come ogni tanto, anche all’interno di un alimentazione ultrasana, trovo sia giusto appagare lo spirito mangiando qualcosa di non esattamente “pulito” ma in grado di appagarci l’umore, allo stesso tempo, è giusto dare al nostro io interiore il cibo di cui necessita.
Ovviamente, questo particolare nutrimento può variare da persona a persona. In genere si tratta di ciò che è in grado di farci vibrare quelle cordi sottili che spesso dimentichiamo di avere. Una bella musica, un libro, un film in grado di farci sognare… La lista potrebbe andare avanti all’infinito e sta solo a te che leggi capire, guardandoti dentro ed ascoltandoti, di cosa hai bisogno.
Col tempo ti renderai conto che tornando in contatto con te stesso, sarai anche in grado di comprendere quali aspetti della tua vita ti provocano disagio. E questo è un altro passo molto importante per porre fine a qualsiasi problema sia di tipo alimentare che di altro genere.

 

Il mio cibo per l’anima

Personalmente ho diverse cose che riescono a nutrirmi l’anima.
Recarmi in Giappone e girare per templi, ad esempio, è la cosa che più mi fa star meglio.
Purtroppo però non sempre è possibile viaggiare e a volte è necessario avere delle alternative a portata di mano.
In questo casi, c’è lettura. A volte, a dirla tutta, c’è anche la scrittura di storie di mia invenzione. In sostanza, a darmi pace sono le storie e la possibilità di catapultarmi in loro attraverso gli occhi o i tasti di un pc. In quel momento speciale, che se posso accompagno con una tisana o un lungo caffè americano, riesco ad immergermi in un altro mondo, scoprendone usi e costumi, imparando a conoscerne in vari personaggi che, se la storia mi è affine ed è ben scritta, diventano un po’ dei compagni di viaggio. A volte con loro ci si ferma a bere un tè, si scoprono cibi nuovi, si piange e si ride. Leggere per me equivale ad evadere. Non sempre è necessario che il mondo che esploro sia migliore di quello che sto vivendo. A volte anche una storia triste può darmi nutrimento. L’importante è che mentre mi accingo a leggere o a buttar giù qualcosa di nuovo, io senta vibrare le corde della mia anima.
Poi ci sono i miei pupini, capitanati dal più social di tutti che si chiama AmicoOrso e che puoi trovare sia su Instagram che su Youtube. Creare storie con loro, fotografarli e vivere per qualche istante l’illusione di un mondo perfetto riesce a darmi la carica nelle giornate più buie. Ed ovviamente c’è la persona con la quale condivido la vita a due. Anche quei ritagli di tempo sono preziosi, sopratutto quelli in cui riusciamo a bere un caffè insieme osservando il mare, un lago, l’oceano o il nostro amato Giappone. 😛

E per te? Tu hai una tua particolare ritualità in grado di dare nutrimento alla tua anima?

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